Finanza Personale
28/11/2016

Perseveranza o talento? il caso Outliers

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Esiste davvero il talento?

Esistono davvero le cose impossibili da fare?

La risposta che emerge è no. Sono solo 10.000 ore lontani.

Armati di pazienza e dedizione e tutto è fattibile.

 

Ma il talento esiste davvero?

Questa è la domanda che si pone Malcon Gladwell che è l'autore di Outliers - La storia del successo, un libro che ho appena finito di leggere, anzi di ascoltare perché libri si possono anche ascoltare, lo sapevi? La formula che definisce Maicon Gladwell è che il raggiungimento di un obiettivo è il risultato di talento più pratica.

Però man mano che si va avanti nella lettura del libro si capisce che il talento in realtà ha un ruolo molto meno importante anzi addirittura nullo rispetto alla pratica. Nel 1990 è stato fatto uno studio tra i violinisti dell'accademia di Berlino. Questi sono stati divisi in tre categorie i talentuosi, quelli che in un futuro potranno far parte dell'accademia, i bravi, quelli che se la cavano e i mediocri, i mediocri sono quelli che vengono definiti i futuri insegnanti di musica e di violino alle scuole.

A questi musicisti che avevano più o meno una ventina d'anni è stato chiesto quanto si fossero esercitati negli anni precedenti? Tutti più o meno hanno iniziato a suonare il violino all'età di cinque anni e a quell'età si esercitavano circa 2 o 3 ore a settimana. Però a partire dagli 8 anni si vede la vera differenza tra chi si esercita molto e che non si esercita. Quelli che diventeranno i futuri talentuosi a 9 anni si esercitavano 6 ora a settimana, a 12 anni otto ore a settimana, a 14 anni si esercitavano 16 ore a settimana, a 20 anni molti di questi superavano le 30 ore di pratica a settimana. Insomma a vent'anni circa avevano accumulato un totale di 10.000 ore di pratica rispetto alle 7- 8 mila dei bravi ma non bravissimi e alle 3-4 mila dei mediocri. In questo studio gli autori non sono riusciti ad identificare elementi di talento, cioè ragazzi che si esercitavano poco ma ottenevano grandi risultati, non sono neanche riusciti a trovare elementi privi di talento, cioè ragazzi che si esercitavano tanto ma non ottenevano risultati.

C'era un esatta e precisa linearità tra pratica e risultati. Molta pratica, molti risultati, poca pratica, pochi risultati. E da questo studio ha preso piede la teoria delle 10.000 ore. 10 mila ora è il numero di ore di pratica che fa sì che tu diventi esperto in un determinato argomento partendo da zero. 10.000 ore equivalgono a circa tre ore di pratica ogni giorno per dieci anni, quindi se 10.000 ore è la soglia per diventare professionisti in un qualunque campo dall'arte allo sport, alla musica, alla finanza, agli investimenti.


Il primo che arriva a questa soglia delle 10.000 ore ha un vantaggio competitivo rispetto agli altri.

Ad esempio Mozart è stato messo sul piano a tre anni, chiaramente è diventato un fenomeno. Qualunque fosse la qualità delle sue composizioni, ha fatto talmente tanta pratica che ha avuto modo di perfezionarle, perfezionarle e quello che ascoltiamo noi è semplicemente la fine di un percorso.

I genitori hanno quindi un ruolo fondamentale e nello sport è facilmente identificabile questo fenomeno. Quindi come la passione per un determinato sport viene passata dai genitori ai figli. I figli già in giovane età riescono a ottenere dei risultati eccezionali, che invece i loro genitori non sono riusciti ad ottenere cinque, dieci o quindici anni più grandi. Questo apre poi altre tematiche di natura etica ed educativa. Perché sai come è ? Stai costringendo i tuoi figli a fare quello che piace a te, magari non sono poi così d'accordo.

Però il messaggio è potentissimo, per tutti quelli che non hanno avuto i genitori che li hanno spinti in una determinata attività, in un determinato sport, una professione o quant'altro 10.000 ore è la soglia a cui dobbiamo puntare. Quindi in conclusione due punti: il talento non esiste quello che realmente esiste sono le ore di pratica.

Quanto ti sbatti per raggiungere un determinato risultato e qualunque sia il tuo obiettivo imparare una professione nuova, piuttosto che imparare a suonare il flauto, ai tutti gli strumenti per poter raggiungere il tuo obiettivo. Il punto numero due però è che ti servono 10 mila ore, quindi serve molta determinazione ma la cosa bella è che non è impossibile.

La vera domanda che ti devi fare è: Quante ore ho già accumulato e quante altre ore devo fare.

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