13/03/2017

Guadagno, Risparmio, Accumulo e Ritiro

Smetti di essere vittima di banche!

Diventa un Investitore Consapevole con il nostro Piano Strategico!

Oggi vi propongo un articolo molto interessante tratto dal blog investireconbuonsenso . Investire con buon senso è una delle fonti on line che preferisco quando si parla di risparmio e investimenti. Ringrazio il gruppo di autori per avermi permesso di ripubblicare il post. Buona lettura! 

 

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Investire con Buon Senso è un Blog che si occupa di risparmio, investimenti e finanza personale creato da un gruppo di appassionati di finanza, operatori a livello professionale ed amatoriale.
Gli autori cercano ogni giorno  di rendere semplici anche i concetti apparentemente più complicati di un mondo, quello della finanza, visto sempre con una certa diffidenza dai risparmiatori.
Il benessere delle finanze personali merita più attenzione da parte di ogni persona, giovane o anziana che sia. Se investiamo bene e con buon senso tutta la nostra vita futura ne trarrà giovamento, ma prima di investire dobbiamo imparare a risparmiare.
Il  gruppo di autori cercherà di fornire appunti mentali quotidiani. Magari su questo blog non troverete la "scommessa finanziaria" della vita, ma solo consigli semplici e soprattutto pratici che vi potranno aiutare nella lunga e non sempre agevole strada che trasformerà il risparmio in qualcosa di più importante. Tutto questo senza conflitti di interesse ed in modo indipendente.
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Sono diverse le fasi che attraversa ogni persona durante il lungo processo di accumulazione del capitale finalizzato  al raggiungimento degli obiettivi.

La prima fase del processo è quella legata alla generazione di una forma di guadagno. Da lavoro o da rendita (ad esempio un affitto), quello che conta in questa prima fase è ottenere delle entrate monetarie con una relativa stabilità.

A questo punto si possono cominciare a fare valutazioni per accedere alla seconda fase, quella del risparmio. Per fare questo è inevitabile un confronto tra la quantità di entrate e la quantità di uscite. Se queste ultime sono superiori basta fare una valutazione oggettiva e comprimere tutto ciò che non è essenziale. A quel punto si può passare alla seconda fase.

Obiettivamente per un giovane che comincia a lavorare è difficile pensare che gli importi di denaro eccedenti l’essenziale siano molto alti ed allora ecco che il consiglio “spendi meno risparmia di più” rischia di essere poco utile. Forse il consiglio migliore in questa fase è risparmia quello che puoi, ma cerca di investire su te stesso per guadagnare di più al fine di risparmiare di più.

Entrati nella fase 2, quella del risparmio, i guadagni dovrebbero stabilmente stare sopra (di molto o di poco) le spese di tutti i giorni. Aumentano i debiti, aumentano magari i componenti della famiglia, aumenta anche l’ambizione di spendere di più per godersi la vita. Ecco che entra in gioco la classica mentalità del c’è tempo per risparmiare.

E’ qui che un buon piano di investimento dovrà essere formalizzato e soprattutto automatizzato per evitare tentazioni. Tra le spese mensili inserite sempre la voce “spesa per me stesso” e siate inflessibili come per il pagamento delle bollette.  Quando arriveranno spese impreviste che metteranno in difficoltà il vostro piano di risparmi, prima di stoppare i versamenti valutate attentamente se potete comprimere alcune spese non essenziali; tenete conto che ogni pagamento saltato nel vostro piano di risparmio lo pagherete caro nell’età della pensione o nel momento in cui cercherete di raggiungere un obiettivo più o meno lontano.

Eccoci così alla fase 3. La nave è stata preparata ed è uscita dal porto, cercate ora di capire se il piano di investimento è correttamente impostato e soprattutto se gli investimenti sono orientati ai reali obiettivi che vi siete prefissati.  Troppa prudenza impedirà il raggiungimento di performance adeguate, troppo rischio potrebbe far deragliare il processo per effetto di movimenti avversi dei mercati nella fase più avanzata del processo stesso.

Tenete conto che nella fase iniziale del vostro percorso aumentare il denaro risparmiato ha un certo impatto, ma nella fase intermedia e terminale la crescita non sarà più generata dalla quota mensile risparmiata, bensì dalla performance degli investimenti.  Una variazione del 1% del rendimento dopo 5 anni di versamenti da 1200 Euro/anno peserà per 60 Euro su 6 mila totali, ma una variazione del 1% di rendimento dopo 30 anni di versamenti (36 mila Euro) peserà per sei volte di più se assumiamo un rendimento pari a zero. Ecco allora che una corretta asset allocation, una corretta analisi dei costi, una corretta attività di gestione del rischio tramite ribilanciamento e diversificazione, saranno sempre più importanti man mano che si avanza con il tempo.

Eccoci così all’entrata nella fase 4, quella in cui la nave rientra al porto. Avete messo da parte ciò che serviva, ma dovete preservare il capitale.

Preservazione non significa eliminare completamente il rischio, pena la perdita di potere d’acquisto nella fase in cui avrete bisogno di quel denaro per vivere. Significa piuttosto cercare di limitare gli effetti negativi degli inevitabili movimenti avversi dei mercati.

Ovviamente sarà opportuno scalare la marcia ed adottare una adeguata diversificazione. Nello stesso tempo non fatevi prendere dalla paura perenne di veder evaporare i soldi. Un po’ di rischio sarà necessario per continuare ad accrescere quel montante disponibile che  piano piano andrete ad erodere per far fronte alle necessità quotidiane. Quelle rinuncie che avete fatto ora si trasformano in enormi benefici.

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