Economia
05/06/2018

Crisi Italia: la ricetta di Carlo Cottarelli per politica e economia

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In Italia c’è la crisi!

Eh si!

E’ ormai un decennio che ci siamo abituati a sentire quotidianamente che c’è la crisi.

Ma cosa significa “la crisi”? E come mai l’Italia è ancora in crisi mentre altri paesi europei sembrano aver superato il periodo di difficoltà economica partita del 2008/2009?

Te lo spiego in questo articolo!

Qualche settimana fa sono andato alla presentazione di questo libro di Carlo Cottarelli intitolato: 

"I sette peccati Capitali dell'economia italiana."

Ho appena iniziato a leggerlo ma durante la presentazione Cottarelli ha spiegato molto chiaramente i punti principali del libro e per questo ho deciso di condividerli con voi. Soprattutto in questo momento politico in cui in cui il governo Movimento 5 Stelle lega è appena naufragato e Cottarelli è appena stato incaricato da Mattarellaper formare un nuovo governo.

 

O meglio, sto scrivendo questo articolo il 29 maggio 2018, e spero che alla data di pubblicazione, tra 10 giorni circa non ci siano altre novità sconvolgenti nella politica italiana che cambiano il senso dell'articolo, come mi è già per l'articolo della settimana scorsa quando ti ho parlato di spread

 

Innanzitutto: Chi è Carlo Cottarelli?

L’evasione fiscale

La corruzione

La burocrazia

La lentezza della giustizia italiana

Il calo demografico

Il divario tra nord e sud

L’Euro e la crisi dell’Italia.

Riepiloghiamo le ragioni della crisi italiana

 



Innanzitutto: Chi è Carlo Cottarelli?

Cottarelli è un economista che ha lavorato per diverso tempo al Fondo Monetario Internazionale,  nel 2013 c'è stato nominato dal governo Letta Commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica guadagnandosi il soprannome di Mister forbici e dalla fine del 2017 è direttore  dell'osservatorio sui conti pubblici italiani dell'università Cattolica di Milano. L'osservatorio pubblica periodicamente sul suo sito e sulla sua pagina Facebook dei contenuti che spiegano il funzionamento della pubblica amministrazione e dell'economia italiana e sono contenuti di grande valore è facilmente comprensivi. Ti suggerisco calorosamente di darci un’occhiata. Probabilmente avrai già sentito il nome di Cottarelli perché il suo documento sulla spending review, la revisione della spesa, era un documento molto ben fatto che però il precedente governo non ha avuto il coraggio di mettere in pratica.

 

Quindi Cottarelli è un grande esperto di conti pubblici italiani, i costi dell'amministrazione con un'esperienza internazionale che lo rende quindi un economista di grande peso da seguire con attenzione.

 

In questo libro Cottarelli cerca di analizzare perché l'economia italiana non riesca ad uscire dalla crisi, almeno con la spinta dimostrata dalle altre nazioni europee. Secondo Cottarelli infatti esistono alcuni ostacoli molto ingombranti che lui definisce sette peccati capitali che bloccano il nostro paese: l'evasione fiscale, la corruzione, la troppa burocrazia, la lentezza della giustizia, il crollo demografico, il divario tra Nord e Sud, la difficoltà a convivere con l'euro.

 

Perché in un canale di Finanza personale parliamo di politica economica di uno stato? Lo capirai alla fine di questo articolo.

 



L’evasione fiscale

Sei pronto con le note dolenti? Bene iniziamo!

Il primo peccato capitale è l’evasione fiscale.

In Italia l'evasione dell'IVA si aggira tra il 26 e 27%, in Svezia per capirsi è zero! Va beh ma quelli sono svedesi…..ok, la media europea è 11-12%. Quindi in Italia si evade l'IVA il doppio della media europea. 

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Continuare a dire: ”Si ma anche gli altri evadono” numeri alla mano si dimostra essere una sciocchezza, perché si anche gli altri evadono, ma molto meno degli italiani.

Cottarelli riporta un dato sconvolgente: se dal 1980 l'Italia avesse ridotto ⅛ l'evasione fiscale oggi avremmo un debito pubblico più basso di quello della Germania. Non si parla di ridurla della metà, ma solo di un ottavo! Avremmo la metà debito pubblico.

 

Questo grava chiaramente su chi le tasse le paga. Perché se no le paghi, chissenefrega. giusto? Il cuneo fiscale medio per le persone è circa il 45% secondo i dati riportati da Cottarelli, ma per chi paga le tasse il cuneo fiscale sale al 52%. E’ un circolo vizioso.

 

La corruzione

Il secondo peccato capitale è la corruzione.

Nella classifica Transparency International che monitora il fenomeno della corruzione siamo in area 60-esima posizione al mondo, tra le ultime posizioni dei paesi sviluppati, Ma abbiamo toccato anche la settantesima posizione. Cioè, per intenderci, davanti a noi non ci sono solo i soliti bravi tedeschi svizzeri eccetera ma anche l'Uruguay, il Botswana, la Namibia, la Romania eccetera. 

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La corruzione oltre ad essere un problema morale è un problema per le casse dello stato,  perché lo stato paga molto di più dell'importo delle tangenti. Non si costruiscono le opere pubbliche che servono alla crescita ma quelle che massimizzano le mazzette in circolazione.

La corruzione poi distorce la competitività perché non vincono le imprese migliori ma quelle che pagano le mazzette. Insomma, tutte cose che sappiamo ma che in Italia non cambiano.

 

 

La burocrazia

Il terzo peccato capitale dell’economia italiana secondo Cottarelli è la burocrazia.

L’italia si posiziona al 50-esimo posto nel mondo del doing business index, un indicatore della facilità di avviare nuove imprese e fare appunto business in uno stato.

Perchè la burocrazia frena l'economia italiana? Se sei un imprenditore non hai bisogno che te lo spieghi, se non lo sei parla con qualche tuo amico che ha un'attività  e senti cosa ne pensa. Sarà una chiacchierata illuminante!

 

Il costo di compilare moduli su moduli, per richiedere permessi che non arrivano mai e della burocrazia in generale per le piccole e medie imprese è di circa 31 miliardi. Se le imprese sprecano tempo a compilare dei moduli e non a produrre i loro beni e servizi, questo è un costo di cui non beneficia nessuno, ma che ha semplicemente aumenta i costi di produzione delle imprese italiane e quindi ne riduce i profitti.

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Cottarelli fa un esempio ecclatante! Per aprire la gelateria grom a tokyo c’è voluto 1 anno. Per aprirla a Roma 7.

E’ facile intuire come questo fenomeno limiti la possibilità di crescita per le imprese italiane

 

La lentezza della giustizia italiana

Il quarto peccato capitale dell’economia italiana secondo Cottarelli è la lentezza della giustizia italiana.

In Italia un processo civile dura in media 7 anni e 8 mesi per i 3 gradi di giudizio. C’e stato un leggero miglioramento di recente per il primo e secondo grado. Il terzo grado in compenso si è allungato. Complessivamente 7 anni e mezzo. 

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Ti starai chiedendo: e gli altri paesi europei?

In Germania 2 anni e 5 mesi, Francia 3 anni e mezzo, in Polonia 1 anno e 4 mesi. Come possano i polacchi farcela in un anno e quattro mesi ha davvero dell'incredibile.

 

A parte gli scherzi il punto è che l'incertezza sul diritto blocca la crescita. Dopotutto, come si fa ad investire se non hai la certezza del diritto?

Quando si investe, come ormai mi avrai sentito dire migliaia di volte, c'è sempre una componente di rischio, intrinseca dell'investimento stesso, Se a ciò devi aggiungere che se c'è un problema devi aspettare 8 anni per avere una sentenza è chiaro che molti investitori esteri preferiscono altri stati in cui non c'è il rischio di lasciare un investimento bloccarsi a causa della Giustizia.

 

E’ facile intuire che se capitali esteri non vengono investiti in Italia, ci  sono meno risorse circolano nell'economia e quindi meno crescita per tutti.




Il calo demografico

Il quinto Peccato capitale dell'economia italiana è la scarsa natalità da cui deriva il calo demografico che lento e inesorabile prosegue da 50 anni.

Il Tasso fertilità negli anni 60 era 2.5 figli per donna. Adesso 1.3/1.4 figli per donna.

Molti sostengono che i giovani d'oggi non facciano figli perché c'è la crisi,  ci sono meno soldi in tasca ed è più difficile mantenere un nuovo componente della famiglia.

In realtà Cottarelli dimostra che con la crisi economica il tasso di natalità è calato, ma solo dello 0.1, un calo piuttosto modesto.

 

In altre parole, la crisi ha un avuto un effetto piuttosto limitato. Quello che è interessante è che il vero crollo da 2.1 a 1.45 è dovuto a ragioni sociali.

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La generazione dei miei genitori, quindi chi ha tra i 65 e i 75 anni anche detti baby boomers, non ha fatto figli, o meglio ne ha fatti molti meno dei loro genitori, i miei nonni.

Questo Drastico cambiamento della demografia italiana ha un profondo impatto ad esempio sulle pensioni come ti ho spiegato in un articolo di qualche settimana fa che vuoi trovare qui in alto oppure nella descrizione di questo articolo

 

La scarsa natalità è un problema che c'è solo in Italia? Ma figuriamoci!

C'è anche In Svezia ad esempio, ma in Svezia c’è un sussidio fino a 15 mesi di maternità senza alcuna perdita di reddito per la donna.

Il problema della scarsa natalità quindi è problema culturale può essere risolto con politiche sociali dando incentivi alle famiglie. Il problema è che queste politiche costano un mucchio di soldi e al momento con l'attuale situazione del debito pubblico non ci sono le risorse per poterle finanziare.

Gli 80 euro per bimbo del governo Renzi secondo Cottarelli sono solo palliativi e non sono sufficienti a invertire il trend.

 

Al di là delle pensioni che effetti ha sulla nostra società un invecchiamento della popolazione? Diversi studi dimostrano che popolazioni con meno giovani in percentuale hanno una minore crescita della produttività. Perchè? Perché le innovazioni solitamente sono promosse dai giovani.

 

Il divario tra nord e sud

Il sesto Peccato capitale italiano è il divario tra nord e sud del paese.

Cottarelli riporta come al momento dell'unità d'Italia il reddito pro capite del nord e del sud fosse circa uguale. Il problema si è creato dopo!

Nel 1951 il reddito del sud era già la metà di quello del nord. Negli anni 70 c’è stata una  leggera ripresa, ma adesso siamo tornati ad un divario tra il 30 e il 40%.

 

I dati Istat dimostrano che tutti i peccati capitali citati in questo libro quindi evasione fiscale corruzione burocrazia lentezza della Giustizia italiana e calo demografico sono peggiori al sud rispetto al nord. Questo fa sì che inevitabilmente il sud contribuisca in modo molto marginale la crescita del paese. Se il reddito pro capite tra nord e sud fosse uguale, riporta Cottarelli, complessivamente l’Italia avrebbe un reddito pro capite uguale a quello della  Francia.

 

 

L’Euro e la crisi dell’Italia.

L'ultimo Peccato capitale dell'economia italiana è relativo all'Euro.

Il rallentamento della crescita Italiana infatti arriva proprio in concomitanza con l'introduzione dell'euro. Ma la tesi di Cottarelli è che questo rallentamento non sia il risultato dell’introduzione dell’euro come moneta, ma dell’incapacità italiana di interpretare il cambiamento del sistema economico italiano in un sistema europeo.

 

 

Nell’immagine, la migliore che sono riuscito a fare durante l’evento, sono riportati i costi di produzione per unità di prodotto dal 2000 a oggi. Quindi in altre parole quanto costa produrre in italia un bene o un servizio!

In Italia la competitiva è sempre stata scarsa, ma prima dell’introduzione dell’euro, quando c'era la lira, bastava svalutare la moneta nei confronti del resto del mondo per recuperare competitività. Entrando nell'euro questa possibilità è venuta meno.

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Nel primi 10 anni dall'introduzione dell’euro i costi di produzione della Germania sono rimasti più o meno costanti. In Italia invece sono aumentati del 25%. E’ chiaro che se aumentano i costi di produzione rispetto ai competitor europei e mondiali, calano i margini, si investe di meno e la crescita si blocca.

 

Ma come mai c’è stato questo calo di competitività? Un po’ per inerzia, perché la politica non è riuscita a trovare strumenti alternativi alla svalutazione competitiva della moneta. Hai mai sentito parlare delle famose riforme? Ecco, sono le riforme dello stato sono le vere responsabili dell’aumento di competitività di un paese perché riducono la burocrazia, snelliscono i processi sociali a tutto vantaggio dei costi di produzione.

 

Alcuni dicono che per recuperare competitività si debba uscire dall'euro. Ti ho dato la mia opinione su euro ed effetto sullo spread.

L’opinione di Cottarelli che poi è anche la mia è che l'uscita potrebbe anche risolverebbe il problema ma sarebbe una mossa talmente violenta da causare un vero shock finanziario sull'economia italiana. Lo shock sarebbe talmente devastante, e soprattutto è impossibile prevederne adeguatamente gli effetti che rende questa un’opzione non percorribile. La sua opinione è che la competitività possa essere recuperata lavorando sugli altri peccati capitali, cioè evasione, burocrazia, calo demografico, lentezza della giustizia e divario nord sud.  

 

Uscendo dell'euro si recupererebbe competitività ma al prezzo di una forte svalutazione della lira che porterebbe ad un drastico taglio dei salari in termini reali. A ciò si aggiungerebbe il problema che il debito sarebbe comunque da ripagare, ma con una valuta più debole. Non è l’oggetto di questo articolo stimare gli impatti di una simile apocalisse finanziaria, e penso che nessuno sia in grado di quantificarli correttamente, certo è che ci sarebbe un periodo di forte instabilità e nessuno sa per quanto potrebbe durare. Anni? Forse decenni.

 

 

Riepiloghiamo le ragioni della crisi italiana

In conclusione, ho trovato questa presentazione di Cottarelli chiaramente apolitica, ma profondamente analitica e condivisibile. Cottarelli ritiene che se riusciamo a ridurre la corruzione, se riusciamo a ridurre l'evasione e quindi il Cuneo fiscale sulle imprese esportatrici, se riduciamo la burocrazia saremo in grado di ridurre i costi di produzione, recuperare competitività e il terreno perso a favore degli altri paesi europei.

 

Ci riusciremo? Cottarelli è ottimista anche se consapevole che in Italia tendiamo a muoverci sempre molti tardi ed in modo scomposto rispetto ai nostri competitor europei. Non sarà facile ma ritiene che sia possibile.

 

E tu cosa ne pensi? Fammelo sapere scrivendo un commento qui sotto!

 

Queste sono tematiche importanti per un investitore. Dalla crescita economica di uno stato dipendono tantissimi elementi delle nostre finanze personali: solo per citarne alcuni, il nostro reddito netto (dopo le tasse), la nostra pensione, eventuali incentivi per figli etc…

Insomma se vogliamo essere investitori consapevoli dobbiamo avere più o meno chiaro in che condizioni versano le finanze nel nostro stato.

Ah, e poi ci permetterebbe di essere anche elettori più consapevoli, ma questa è un altra storia.

 

 

 

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